Ecco Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy degli utenti

Il settore del search engine, dei motori di ricerca, è ormai da qualche anno presidiato da un unico grande leader che è Google, motori di ricerca che nel corso degni anni è cresciuto fino a diventare una vera galassia, oggi di nome Alphabet. Se guardiamo il market share a livello globale, scopriamo che Google oggi detiene una quota del 92% (StatCounter); se poi guardiamo qualche dettaglio, vediamo che negli Usa la quota è dell’87%, in Italia è del 93,7%, in Uk è 89,3%, in Canada 90,6%, in India 94,3%. Insomma, il mercato è saldamente nelle mani di Google e piccole quote di mercato restano ad altri motori di ricerca come Bing, Yahoo! (oggi di proprietà di Verizon), Yandez ed altri.

Ma nell’era dei social media, delle informazioni che girano a velocità sostenuta su più piattaforme, nell’era in cui la privacy è quanto mai il vero tema principale da tenere in considerazione, proprio in un contesto così esteso, in termini di spazi su cui condividere. Ebbene, da un po’ di tempo, in un settore così difficile a muovere un po’ le acque e, soprattutto, a fare della difesa della privacy il vero motivo di esistere, ci prova Qwant, motore di ricerca francese che viene lanciato nel 2013 e che oggi sta crescendo molto, con tre principi basilare: no cookies, rispetto per la privacy, neutralità. Certo non è il primo, ma forse l’idea di Qwant offre qualcosa di più. Dopo la Francia, la società fondata da Éric Leandri, è presente in Germania e, entro poche settimane, sarà presente anche in Italia.

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