Il lavoro nell’era del social recruiting e della web reputation

Il lavoro nell’era 2.0 si è evoluto e sono cambiati anche i metodi per cercare un impiego, è accresciuta l’importanza della web reputation e si è ampliata la pratica del social recruiting.

web reputationMolto in merito lo sappiamo già o lo abbiamo comunque sentito dire, poichè sulla bocca di tutti, ma è un argomento specifico che va affrontato da professionisti del settore. Proprio in questi giorni è stata pubblicata la ricerca messa in atto da Adecco in collaborazione con Ivana Pais dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal titolo: il lavoro ai tempi del #socialrecruiting e della #digitalreputation.

Gli addetti alla ricerca di personale non si limitano alla consultazione dei curriculum vitae, ma esaminano i profili personali dei Social Network risultanti dalla ricerca in rete. Questo influenza non poco la scelta delle HR ed è causa di tante esclusioni dalle candidature per in posto di lavoro. I numeri dicono che il social recruiting è applicato nel 77% dei casi e che il 12% ha un esito negativo per il candidato.

Silvia Zanella, Marketing e Communication Manager di Adecco Italia, riferisce che la percentuale dei candidati scartati a seguito di una verifica di web reputation è aumentato di 4 punti percentuale; la motivazione è da attribuire a:

  1. maggior dedizione nella verifica dei profili social da parte delle Risorse Umane
  2. maggiore richiesta di lavoro, che determina numero di candidati elevato e di conseguenza maggior cura dei dettagli per scremare tra profili validi.

La propria reputazione online va curata!

E’ consigliabile quindi lasciare accessibile a tutti dal web solamente le utenze dove appaia il nostro lato professionale; nella maggioranza dei casi va esaminato l’utilizzo che facciamo del nostro account social e la piattaforma stessa, perchè non tutte si prestano allo stesso uso:

  • Facebook si sposa con foto e testi spesso scherzosi e distanti dall’immagine che abbiamo o che vorremmo mostrare in fase di colloquio per un nuovo impiego;
  • Twitter e tutti i social legati alle fotografie possono essere utilizzati in vario modo, sta a noi stessi valutare chi possa accedervi;
  • Linkedin ovviamente è il social network dedicato al lavoro, il 42% dei recruiter se ne avvale, quindi va gestito con costanza e dedizione.

Potete iniziare una verifica proprio inserendo i propri nome e cognome su un motore di ricerca per analizzare ciò che appare, modificarlo e decidere se sia opportuno che tutti possano avvalersene.

E attenzione, è importante essere presenti in rete, è importante avere un’immagine curata ed aggiornata ed è fondamentale che ci sia corrispondenza tra quanto emerge sul web, il CV e le esperienze e competenze maturate.

In bocca al lupo!

 

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