Il Social Media Marketing non si ferma neppure col down di Facebook

Ieri, 21 Ottobre 2013, si è verificato un down che ha colpito Facebook per ore, impedendone il corretto utilizzo degli utenti, ma questo non ha fermato i processi di Social Media Marketing.

Dalle ore 14 alle ore 18 in Europa e negli USA non è stato possibile aggiornare la propria timeline ed avere interazioni con altri utenti o pagine aziendali.

redbull facebook downLe agenzie del settore che portano avanti la comunicazione sui canali Social di importanti brand non solo non hanno accusato il colpo, ma hanno rilanciato; Facebook non funziona? E’il momento di investire tutti gli sforzi su altre piattaforme!

Ci sono tanti Social Network molto popolati come Pinterest, Instagram, Twitter, Google Plus, Tumbrl, Linkedin etc.. e se la piattaforma di Mark Zuckerberg si blocca, tutti gli utenti saranno più presenti ed attenti altrove sul web…

In particolare gli utenti delle reti sociali si sono riversati su Twitter o, per meglio dire, si tratta di utenti sempre presenti, ma che hanno cinguettato di più e dato più attenzione e, quindi viralità, ai tweet. Il Social Media ha avuto un’impennata, come prevedibile, durante il down di Facebook e la cosa più rilevante è che tanti dei post di ieri erano riferiti proprio al blocco del competitor; naturale che il trend di ieri sia stato l’hashtag “facebookdown”.

Ed ecco alcuni esempi di come, con scaltrezza ed engagement, hanno risposto al problema di Facebook alcuni importanti brand:

  • Gillette, la marca di rasoi di Procter & Gamble, ha invitato i propri clienti ad approfittate del down per poter passare un po’di tempo alla cura del proprio corpo, con i rasoi
  • sulla stessa linea le librerie Waterstones, che suggeriscono di ovviare al passatempo su internet con la lettura di un bel romanzo
  • Red Bull simpaticamente invita l’entourage di Facebook a sorseggiare l’energy drink così da poter assumere un aiuto psico-fisico per risolvere il problema
  •  la birreria Jupiler tranquillizza la proprio clientela ricordando che neppure un avvenimento grave come il malfunzionamento di Facebook farà passare la voglia di una buona birra.

 

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