La replica di Teleperformance al servizio di “Piazza Pulita” sui Call Center

In Teleperformance vogliamo replicare al servizio sul Call Center mandato in onda su La 7 nella Trasmissione “Piazza Pulita” lunedì 17 aprile 2014.

In questa occasione è stata offerta una visione negativa del mondo del Call Center in generale e della nostra azienda in particolare.

Vogliamo sottolineare che Teleperformance è invece un esempio di buona gestione del lavoro: siamo leader mondiali nel settore, presenti in Italia a Roma e Taranto, dove rappresentiamo la seconda realta’ occupazionale dopo l’Ilva.

Siamo purtroppo consapevoli della mancanza di una seria regolamentazione del mercato e conosciamo la situazione di precariato che contraddistingue parte del nostro settore: delle 80.000 risorse impiegate, che esprime circa 1 miliardo di fatturato, il 50%dei lavoratori sono assunti con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, e l’altro 50% ha contratti atipici.

Tuttavia è dannoso criticare tutto il settore partendo da pregiudizi e luoghi comuni senza prima aver valutato attentamente l’operato di aziende come la nostra che, quotidianamente, lavorano con impegno e serietà, garantendo ai propri dipendenti tutti i diritti previsti dalla legge.

Da anni ci battiamo contro questa situazione: nel 2003 siamo stati i primi del settore ad aver aderito alle modifiche normative introdotte nel 2007 dall’allora Ministro Damiano, attraverso la stabilizzazione e l’assunzione di oltre 3000 dipendenti, ivi compresi il 70% dei lavoratori addetti alle attivita’ di outbound.

La deregulation poi consentita dal governo successivo ha permesso a molti piccoli center di effettuare dumping grazie all’impiego di manodopera sottopagata e non stabilizzata, danneggiando le aziende virtuose come Teleperformance, che a causa di tale fenomeno negli anni fra il 2009 e il 2012 ha subito perdite per oltre 25 milioni di euro.

Siamo i primi a lavorare costantemente perchè la situazione del mercato venga regolarizzata e invitiamo i giornalisti de la 7 a valutare personalmente il nostro operato.

 

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