Uno non vale uno. Come cambia l’algoritmo di LinkedIn

Da oggi LinkedIn e Facebook si somigliano un po’ di più. Il social network professionale, proprietà di Microsoft, ha ritoccato il proprio algoritmo. Lo ha fatto a suo modo, nessuna scopiazzatura. Ma l’indirizzo è lo stesso scelto da Mark Zuckerberg e da altri social network: promuovere le interazioni “positive” tra gli utenti. Un’indagine interna di LinkedIn, spiega Axios – che per primo ha pubblicato la notizia – ha rivelato che gran parte dell’attenzione si concentrava sull’1% degli utenti più seguiti. Tanti contenuti pubblicati, ma troppa concentrazione. Da qui è nata l’esigenza di modificare l’algoritmo. Obiettivo: promuovere la conversazione, attraverso alcuni “strumenti”. Avranno più visibilità gli utenti con i quali ci sono maggiori possibilità di interagire. Cioè le persone con cui lo abbiamo già fatto. Crescerà la visibilità dei contatti con cui si hanno interessi comuni. Fin qui, niente di molto diverso rispetto ad altre piattaforme.

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