AppTv e Web Reputation

Le Applicazioni-Tv sostituiranno il vecchio share con la Web Reputation

Si stima che entro 5 anni la televisione non sarà più il nostro modello comunicativo per eccellenza e già oggi si inizia a parlare di AppTv come lo strumento che sostituirà i vecchi format televisivi.

Le AppTv sono applicazioni che permettono di seguire film, varietà, documentari e tg direttamente dal proprio cellulare, dando l’opportunità agli spettatori di interagire tramite mezzi associati ai programmi trasmessi (blog, forum, etc.).

Dunque veri programmi mediatici, in cui le Persone e i Contenuti incontreranno il Pubblico che interagirà per un confronto sull’informazione generando delle vere e proprie comunità social che, attraverso pareri e scambi, andranno a plasmare quella che prende il nome di web reputation, strumento di misurazione degli ascolti per la credibilità e la reputazione online dei vari programmi.

Tutto ciò unirà due opportunità: seguire i programmi trasmessi in qualsiasi luogo comodamente dal proprio smart-phone, ma soprattutto interagire con i produttori attraverso commenti e interventi. Uno strumento social quindi, che come tutti gli altri ormai diffusi aggregherà comunità formate da persone con interessi o idee comuni.
Conseguenza di tutto ciò sarà lo share in pensione, poiché lo strumento per misurare la popolarità della messa in onda verrà rappresentato dalla web reputation.

Nulla di nuovo insomma per le nuove generazioni che concepiscono la rete come luogo di libertà, di democrazia, di scambio e condivisione, uno strumento per produrre un’opinione diffusa. Per questo non ci si accontenta più di stare fermi sul proprio divano guardando passivamente un telegiornale… oggi le persone vogliono interagire.

Una volta si diceva “L’ha detto la televisione!”. Oggi si dice “La notizia è in rete!”. E sulla scia di questo cambiamento chi fa televisione si sta adeguando alla trasmissione di programmi interattivi, per definire la propria credibilità all’interno di un gruppo sociale.

Tv e web reputation

Ecco allora che anche la RAI, colonna portante della televisione italiana, si sottopone al giudizio della web reputation attraverso il passaggio dalla produzione di programmi televisivi o radiofonici a programmi mediatici.
Neppure la TV di Stato quindi si è potuta sottrarre all’impatto dirompente dei new media sulla comunicazione, accettando il tramonto dell’adorato share come parametro per gli investimenti pubblicitari, sostituito dal nuovo concetto di web reputation connesso alla fruizione in mobilità del contenuto digitale.

Questa è l’era in cui tutto nel campo della distribuzione dovrà integrarsi con la mobilità, una rivoluzione per tutte le aziende e anche per i produttori di contenuti televisivi.

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.