Smartphone in classe, ecco la guida. Parola d’ordine: “responsabilità”

Smartphone a scuola? Arriva il decalogo del Miur. Le regole per il buon uso dei device a supporto dell’apprendimento sono presentate oggi a Bologna in occasione di “Futura”, la tre giorni di iniziative formative, dibattiti, racconto di buone pratiche voluta da ministero dell’Istruzione. Le regole, messe a punto da un team di esperti chiamati da Viale Trastevere, stabiliscono che non si possano effettuare chiamate o inviare messaggi in classe ma si possono usare geolocalizzazione, social network e app per momenti come visite ai musei, gite e lezioni interattive.

Il decalogo stabilisce cosa si può fare e cosa rimane proibito; quando accendere lo smartphone; come evitare i furti, come non discriminare chi non ha un cellulare intelligente e come non scatenare la corsa all’ultimo modello.

“Il digitale aiuta conoscenza e apprendimento solo se guidato da persone preparate e competenti e non lasciando ragazzi da soli di fronte a qualunque tipo di device – ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, a margine dell’evento di aetura di “Futura” – Noi abbiamo una grande responsabilità sapendo che questa straordinaria innovazione fa trovare moltissime informazioni in rete che nessuno di noi ha avuto disposizione prima ma – ha aggiunto – informazioni non è automaticamente autorevolezza e certificazione delle fonti per cui puoi trovare tantissime fonti che si spacciano per scientifiche e non lo sono”. Quindi i ragazzi vanno accompagnati: è necessaria una nuova alfabetizzazione digitale”.

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